Vasi in resina, terracotta o plastica?

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I vasi per le piante non sono tutti uguali: analizza con noi vantaggi e svantaggi dei vasi in resina, plastica e terracotta e poi scegli quelli adatti al tuo giardino e al tuo terrazzo!

 

Vasi in resina, plastica o terracotta… ogni anno rispunta l’eterno dilemma: il nuovo cespuglietto fiorito che ho appena comprato in che vaso lo metto? In commercio esistono contenitori per piante ornamentali di innumerevoli forme e dimensioni e di differenti materiali, ma i più diffusi sono attualmente i 3 appena citati. Vediamoli da più vicino.

Vasi in plastica

Sono vasi realizzati in materiale plastico leggero tramite stampaggio, sono contenitori da battaglia e senza troppe pretese, costano molto poco ma spesso “valgono” molto poco: si deformano facilmente, il colore originale sbiadisce al sole, resistono male agli sbalzi termici.

Vasi in terracotta

Materiale nobile, fioriere e vasi in terracotta prodotti nelle fornaci hanno molti pregi, agronomici ed estetici, e non hanno rivali nelle ville dal gusto classico, magari con annessa siepe in bosso e giardini all’italiana. Ma i vasi in terracotta hanno anche controindicazioni importanti:

  • Il peso è notevole. Una cassetta che misura 100x45x40 può pesare anche 80 kg, un peso che diventa un problema se si deve allestire un terrazzo.
  • Scarsa resistenza agli urti. Se malauguratamente dovesse ribaltarsi, magari a causa del forte vento, i vasi in terracotta hanno buone probabilità di rompersi.
  • La terracotta è un materiale poroso e traspirante (e questo è un bene, perché c’è un buon ricircolo d’aria) però l’acqua asciuga velocemente e le piante devono essere bagnate più spesso.

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Vasi in resina moderni

I vasi in resina “rotazionale” (così chiamati perché la resina fusa viene messa in stampi e fatta ruotare all’interno di appositi forni) hanno un costo elevato, decisamente maggiore rispetto ai vasi in plastica, ma tutto è giustificato dal fatto che si compra un prodotto di qualità eccellente per estetica e durevolezza. Infatti i vasi in resina da esterno:

  • Sopportano escursioni termiche altissime (anche di 80°) senza deteriorarsi o deformarsi
  • Ne esistono un’infinità di modelli e tonalità, spesso dal design moderno e accattivante
  • Le finiture della resina (lucida, opaca, satinata, ecc…) sono molto più belle di quelle dei vasi in plastica
  • Sono resistenti ma allo stesso tempo leggeri da manovrare
  • Possono essere usati anche come vasi da interno (basta non forare il fondo)
Vasi in resina da esterno: quale pianta in quale vaso

La nostra preferenza ricade quindi sui vasi in resina, perché sono oggetti di design durevoli e più adatti alle abitazioni moderne. Tuttavia, quale che sia il materiale scelto, per determinare il formato dei vasi si deve partire sempre dalla pianta, o dalle piante, che intendiamo rinvasare.

  • Piante erbacee. Tutte le piantine fiorite come gerani, garofani, surfinie, ma anche le aromatiche non arbustive (salvia e menta, ad esempio) possono essere collocate nelle nelle classiche balconette da ringhiera, in dimensioni variabili tra i 40 e i 100 cm di lunghezza.
  • Arbusti. Tutti gli arbusti di dimensioni medie e piccole, come abelie, rosmarini, pitosfori nani, skimmie, possono essere collocati in una fioriera a cassetta lunghe 80-100 cm (magari in composizione tra di loro).
  • Alberelli. Tutti i grandi arbusti e gli esemplari allevati ad alberello, come agrumi, aceri giapponesi, ulivi, beneficiano invece di un vaso dedicato di dimensioni importanti, a base tonda o quadra, che ne metta in risalto il valore ornamentale.
Vasi da esterno prezzi

Resina e terracotta non sono economiche, con la resina che oscilla maggiormente di prezzo perché soggetta a mode e design. Una fioriera a cassetta da 100 cm, che con ogni probabilità è la tipologia di vaso più diffuso, può costare dagli 80 ai 150 euro; una cassetta in terracotta liscia o festonata costa invece intorno ai 100 euro. La scelta più a buon mercato è sempre la plastica, con 30 euro ci si porta a casa la cassetta, ma non è detto che si sia fatto un affare: nel giro di un paio d’anni potresti dover rinvasare tutto quanto. E a quel punto addio risparmio.

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